SANITÀ FROSINONE: L’ESTERNALIZZAZIONE NON È LA CURA



CGIL, FCGIL e SPI CGIL denunciano il perdurare dei disagi nei Pronto Soccorso e l’incognita PNRR.

FROSINONE, 11/05/2026 – A cinque mesi dall’avvio della gestione privata del servizio di medicina d’urgenza nei quattro presidi ospedalieri della ASL di Frosinone, il bilancio tracciato da CGIL Frosinone Latina, FP CGIL e SPI CGIL è tutt’altro che rassicurante.

Nonostante l'investimento di 8 milioni di euro di risorse pubbliche per l'affidamento biennale a una società esterna, le segnalazioni che giungono quotidianamente da utenti e operatori dipingono un quadro di persistente criticità. I numeri non dicono tutto.

La realtà dei Pronto Soccorso (PS) continua a evidenziare falle sistemiche preoccupanti. Il percorso interno non ha subito i miglioramenti sperati nella gestione dei casi e nell'abbreviazione dei tempi di presa in carico.

Restano critici i tempi tecnici per il passaggio dal PS ai reparti e strutture, segno di un sistema che non riesce a "scaricare" verso l'alto la pressione dell'urgenza, congestionando le strutture.

L’esternalizzazione strutturale si sta confermando un palliativo costoso che non risolve i nodi organizzativi del perimetro pubblico, ma rischia di cronicizzarli.

L’incognita PNRR: Case e Ospedali di Comunità

La preoccupazione del sindacato è analoga per quanto riguarda la medicina territoriale. Regna l’incertezza sui tempi di attuazione e, soprattutto, sulla piena operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR.

Mentre procedono le assunzioni per il personale del comparto, registriamo una grave carenza di personale dirigente, medico e non medico, destinato ai servizi territoriali. Un deficit che si somma alle storiche carenze delle Unità Operative della ASL: dalla chiusura degli SPDC di Frosinone e Sora per mancanza di psichiatri, alla mancanza di ortopedici, internisti, neonatologi e psicologi, solo per citarne alcuni.

"Il nostro timore è che si stia preparando il terreno per un secondo 'modello Pronto Soccorso'" – dichiarano le segreterie provinciali di CGIL, FP e SPI – "ovvero che l’incapacità di rendere attrattivo il lavoro nel pubblico diventi l'ennesimo alibi per consegnare le strutture del PNRR alla gestione dei privati."

Le richieste alla ASL Frosinone

È inaccettabile che la Sanità Pubblica, universale e costituzionalmente garantita, venga smantellata pezzo dopo pezzo. CGIL, FP e SPI richiedono un incontro urgente con la Direzione Generale della ASL Frosinone per discutere i seguenti punti:

Piano Straordinario di Assunzioni: È necessaria un’immediata inversione di rotta che intervenga sulle condizioni di lavoro e sul benessere organizzativo, per rendere la ASL Frosinone nuovamente attrattiva per i professionisti della salute.

Osservatorio Permanente sul Territorio: L’apertura di un tavolo di confronto periodico per il monitoraggio costante delle criticità territoriali, con un focus diretto sulle ricadute del nuovo Atto Aziendale.

Verifica Costi-Benefici sull'Appalto PS: Un’analisi trasparente e rigorosa che metta a confronto i costi dell'appalto privato con l'effettiva qualità del servizio. Chiediamo di conoscere sin da ora quali provvedimenti l’Azienda intenda adottare per evitare che, alla scadenza dei 24 mesi, il territorio sia condannato a una privatizzazione irreversibile.

Trasparenza sul PNRR: La presentazione di un cronoprogramma certo che indichi le date di apertura delle strutture territoriali e, soprattutto, definisca la reale dotazione organica prevista per farle funzionare.

La salute dei cittadini non è una merce e la razionalizzazione della spesa non si realizza cedendo servizi a soggetti che, per definizione, devono produrre profitto. Continueremo a mobilitarci affinché il diritto alla cura torni a essere saldamente in mano pubblica.

Anche per questi motivi il 15 Maggio ci saranno 4 Assemblee territoriali della nostra organizzazione (Frosinone, Latina, Cassino e Formia) dove lanceremo, nel nostro territorio, la raccolta di firme per la proposta di legge sulla sanità, sostenuta da numerose associazioni della salute insieme alla Cgil, per tornare al pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione italiana che recita che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Per dare corpo a questo diritto fu istituito con la legge 833/1978 il Servizio sanitario nazionale (Ssn). Ma è sotto gli occhi di tutti come questo diritto alla salute si stia sempre più restringendo a causa dei tagli negli anni alle risorse che hanno colpito i cittadini nel loro diritto alla cura, ma anche gli stessi operatori sanitari del pubblico. Si chiede dunque di portare il finanziamento del fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil, la valorizzazione del personale sia dal punto di vista economico che professionale (la spesa per il personale non deve avere tetto di spesa), contrasto alle lunghe liste di attesa, politiche ad hoc per la non autosufficienza che riguarda in Italia 3,9 milioni di persone.

Le Segreterie Territoriali

CGIL Frosinone Latina

FP CGIL Frosinone Latina

SPI CGIL Frosinone Latina