giovedì

Published 02:05 by CP

LO SPI CGIL SI CONFRONTA CON L'AIPES SUL PIANO DI ZONA


Si è svolto ieri, 11 settembre 2019, all'Aipes di Sora, l'incontro tra le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL congiuntamente con le Categorie dei pensionati della provincia di Frosinone ed il Sindaco di Sora Roberto De Donatis, già designato Presidente del Consorzio per i servizi alla Persona.

Ci si è confrontati sul Piano di Zona che riguarda i 27 Comuni del Distretto FR/C, ma anche sui nuovi organi aziendali e sul reddito di Cittadinanza.

"Come SPI CGIL di Frosinone Latina riteniamo fondamentale e di primaria importanza stringere collaborazioni con l'obiettivo di sviluppare punti fermi per la gestione dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari fondamentali ai cittadini. Il nostro Sindacato è quotidianamente a contatto con le persone, abbiamo una lettura immediata dei bisogni del territorio per questo una cooperazione su progettazione e programmazione degli interventi mirati è una prerogativa indispensabile" dichiara Beatrice Moretti, Segretario Generale SPI CGIL Frosinone Latina.

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lunedì

Published 03:32 by CP

RIPENSANDO IL TERRITORIO: IL SINDACATO DEL FUTURO, ANALISI E IDEE SULLE LEGHE SPI CGIL ROMA E LAZIO


Sono cominciati oggi i lavori per le giornate “Ripensando il Territorio:il Sindacato del Futuro, analisi e idee sulle leghe SPI CGIL Roma e Lazio” organizzate per il 9 e il 10 settembre presso Palazzo Merulana Via Merulana, 121 – Roma.

Questa mattina è stata presentata l’Indagine sulle Leghe condotta dall’Alta Scuola Spi Cgil Nazionale: “L’analisi sulle leghe presentata ci permette di acquisire piena consapevolezza di noi stessi e delle sfide che dobbiamo essere pronti ad affrontare. Per quanto mi riguarda, la prima riflessione che ho fatto dopo averla letta è che noi non siamo come i tanti, troppi ahimè, che definiscono gli anziani come una risorsa, però non sono conseguenti; c’era uno spot pubblicitario che recitava “La mia banca è differente”… ecco lo SPI è differente, perché l’attività e l’organizzazione delle Leghe, in particolare, dimostrano concretamente il valore effettivo di questa realtà e la grande mole di lavoro che quotidianamente viene garantito in modo capillare.” Inizia così il suo intervento Beatrice Moretti
Segretario Generale SPI CGIL Frosinone Latina e prosegue: “La ricerca ci consegna il compito di approfondire le proposte che vengono avanzate, verificando se e come queste siano percorribili nei nostri diversi contesti territoriali di riferimento, considerando e valorizzando le specificità che ciascuno di noi rappresenta. Ma secondo me l’intento è spronare noi stessi ad essere maggiormente propositivi per far fronte a quelle trasformazioni sociali, economiche e demografiche che impattano sul DNA stesso dello SPI e che chiedono alla Categoria, attraverso il rilancio del ruolo delle Leghe, un impegno diverso, che sappia essere maggiormente ATTRATTIVO – oserei dire APPETIBILE - che necessita quindi di competenze nuove e motivazioni ideologiche e personali per il gruppo dirigente e per i collaboratori/volontari che garantiscono l’attività nelle Leghe.” Il Segretario conclude il suo ricco intervento “Rispetto ai risultati di questa illuminante analisi sulle Leghe, se siamo di fronte ad un punto di partenza e non di arrivo, oggi possiamo assumere l’impegno di definire come Comprensorio - insieme alle Segreterie di Lega - un programma di lavoro finalizzato a riproporre questa stessa discussione prima di tutto alla nostra Assemblea Generale e quindi ai Direttivi di tutte le nostre Leghe,
al fine di dare continuità al lavoro svolto dallo Spi nazionale e regionale, con l’obiettivo di mantenere sempre vivo il confronto sulle idee e sulle proposte suggerite, attraverso un percorso continuo di approfondimento e di ricerca di strategie sempre migliori da mettere in atto.”

Durante la mattinata c'è stato anche l'intervento di Franco Mazzarella, Segretario Generale Lega SPI CGIL Cassino che illustra la realtà del comprensorio di Cassino.




  











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martedì

Published 09:00 by CP

SPI CGIL, FNP CISL E UILPENSIONATI DI LATINA CONTRO LA CHIUSURA DEI PPI


Latina, 3 settembre 2019 - Il Sindacato Pensionati SPI CGIL – FNP CISL - UILPENSIONATI di Latina manifesta tutta la propria preoccupazione per la riproposizione della chiusura, in base al decreto n. 70/2015 del Ministro Lorenzin e ad alcuni Decreti del Commissario ad acta della regione Lazio, dei Punti di Primo Intervento della provincia di Latina, dopo quelle già avvenute nella provincia di Frosinone.

La presenza dei PPI, gestiti direttamente dalla ASL, in quanto responsabile dell’emergenza sanitaria territoriale, rappresenta un servizio di prossimità indispensabile in molte realtà, che fino ad ora è stato assicurato con costi molto contenuti da personale qualificato che fino ad ora ha garantito l’assistenza pur in condizioni talora molto difficili.

Nonostante le disposizioni di legge esistenti il Sindacato non è stato sentito in merito a questa decisione che è estremamente penalizzante per i pazienti tutti, ma in particolare per gli anziani, i soggetti affetti da disabilità, le persone con patologie croniche, i soggetti fragili ecc.

I PPI sono oggi presenti nei Comuni di Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno per alcuni dei quali rappresentano spesso l’unico presidio sanitario dato che l’Azienda, nonostante il tempo avuto a disposizione, non ha ancora provveduto a potenziare l’assistenza territoriale.

La percentuale della popolazione anziana presente in ciascuno dei Comuni in questione è molto alta e la maggioranza è affetta da più di una patologia cronica. La media degli accessi negli ultimi anni in questi PPI è molto elevata a dimostrare l’importanza del ruolo svolto nell’ambito della sanità locale.

I requisiti previsti dal citato DM 70/2015 non tengono conto del territorio della ASL, della peculiarità della sua orografia e della collocazione dei PPI, che nel caso di chiusura creerebbero dei veri e propri vuoti nella rete dell’emergenza-urgenza data le distanze e la viabilità con inevitabili ritardi nei tempi di intervento e di rischi per la stessa vita dei pazienti.

I PPI hanno rappresentato fino ad ora un filtro per le strutture di Pronto soccorso per cui la loro eventuale chiusura rischia di scaricare i pazienti fino ad ora curati presso queste strutture sui tre servizi di Pronto soccorso rimanenti in provincia che sono già spesso prossimi al collasso (Latina, Terracina e Formia).

La presenza durante le ore notturne di una sola ambulanza medicalizzata non garantirebbe il servizio nel caso di chiamata del mezzo per trasferire un paziente a Latina o Roma lasciando il presidio abbandonato e con esso tutti i pazienti dell’area interessata.

Il Sindacato Pensionati desidera ribadire la propria ferma contrarietà a questa scelta che, se attuata, darebbe un ulteriore grave colpo alla già difficile situazione della sanità nella nostra provincia mettendo a rischio la vita di decine di migliaia di cittadini e per questo chiede la convocazione del tavolo di confronto da parte del Direttore generale della ASL Casati al fine di far ascoltare le proprie ragioni e impedire la minacciata chiusura dei PPI della provincia di Latina.


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Published 00:29 by CP

DIFENDIAMO I PUNTI DI PRIMO INTERVENTO


Si è svolta ieri a Minturno la manifestazione contro la chiusura dei Punti di Primi Intervento del Lazio. “Ieri lo SPI CGIL Frosinone Latina e la LEGA SPI Sud Pontino erano in piazza con le oltre quattrocento persone a Minturno per manifestare il dissenso alla chiusura dei PPI” dichiara Beatrice Moretti Segretario Generale SPI CGIL Frosinone Latina. "La Regione Lazio con un decreto pubblicato il 13 agosto vuole chiudere entro il 31 dicembre tutti i Punti di Primo Intervento che sono il primo livello del sistema di emergenza-urgenza del Lazio presenti nei Comuni più distanti dagli ospedali. Sette di essi sono in provincia di Latina nei Comuni di Cori, Cisterna, Sezze, Sabaudia, Priverno, Gaeta e Minturno." Prosegue il segretario "Al loro posto è prevista l’apertura di Punti di erogazione di assistenza primaria nelle ore diurne mentre in quelle notturne ci sarà solo un’ambulanza con medico a bordo. In questo modo verranno messe a rischio la salute e l vita stessa dei cittadini che per raggiungere il Pronto Soccorso più vicino dovranno percorrere molti chilometri anche in situazioni per le patologie tempo dipendenti. Lo SPI CGIL Frosinone Latina dice NO a questo ennesimo attacco al diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione."

"Sono circa centomila accessi ogni anno ai PPI nei Comuni di Latina, circa 270 al giorno. Con il superamento dei Punti di Primo Intervento tutti questi utenti saranno costretti a recarsi nei pronto soccorso di Latina, Formia, Terracina e Fondi che già sono sovraffollati e che vivono condizioni al limite del collasso; inoltre, alcune aree del territorio di Latina saranno private di qualsiasi riferimento sanitario. Bisogna garantire ai cittadini un potenziamento dell'offerta sociosanitaria territoriale e non un'assistenza peggiore. Ci auguriamo che le nostre voci vengano ascoltate e che durante l'incontro del 5 settembre si decida per il mantenimento dell'apertura dei Punti di Primo Intervento.” Conclude Beatrice Moretti.


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Published 00:09 by CP

PUNTI DI PRIMO INTERVENTO. FP CGIL E SPI CGIL “NON SI PENALIZZI L’OFFERTA DI SALUTE”


La FP CGIL e lo SPI CGIL di Frosinone Latina esprimono forte preoccupazione per le ricadute negative che il recente Decreto del Commissario ad Acta U00303/2019 della Regione Lazio (Adozione del piano di rientro “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del SSR 2019 – 2021”) rischia di determinare sull’offerta di salute in provincia di Latina. In particolare, ciò che desta perplessità è la scelta di fissare una data di chiusura per i Punti di Primo Intervento (PPI), disattendendo l’Intesa Stato Regioni n. 98/2014, come recepita dal DM 70/2015.

Ricordiamo che i PPI sono strutture che afferiscono al Sistema dell’emergenza sanitaria, fondamentali per il trattamento delle cosiddette urgenze minori e la prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentire il trasporto nel Pronto Soccorso più appropriato. Si tratta pertanto di strutture che hanno a che fare direttamente con la vita dei cittadini, ragion per cui le norme citate ne prevedono la trasformazione in Postazioni di Assistenza Primaria o in Postazioni 118 Medicalizzate, subordinandone però la riorganizzazione all’implementazione sul territorio di attività territoriali, appunto, finalizzate ad evitare che le patologie che non richiedono un trattamento ospedaliero, come ad esempio le patologie croniche, che affliggono prevalentemente la popolazione anziana, vadano ad intasare i PS con accessi cosiddetti impropri e vengano, invece, prese in carico dalla sanità territoriale.

I sindacalisti Giancarlo Cenciarelli e Beatrice Moretti, in rappresentanza rispettivamente delle categorie del Pubblico Impiego e dei Pensionati CGIL di Frosinone e Latina, evidenziano come allo stato attuale non siano state create le condizioni per la programmata chiusura dei PPI, in quanto prima di procedere è necessario:

1) potenziare i Pronto Soccorso provinciali e i reparti di riferimento, considerando che il PS è parte integrante di una strutture ospedaliere adeguata, mentre i PPI hanno per definizione una mission diversa;

2) considerare la specificità geografica provinciale, con la complessità territoriale che caratterizza i Monti Lepini da un alto e la vocazione turistica, quindi con picchi di densità di abitanti nei periodi estivi, dei comuni del Sud Pontino dall’altra, penalizzati peraltro da una viabilità inadeguata che va letteralmente in tilt in estate;

3) ripensare la filosofia di fondo della riorganizzazione in argomento, poiché l’emergenza non può essere garantita dai Medici di Medicina Generale, in quanto si tratta di tipologie di assistenza nettamente diverse, come peraltro riconosce lo stesso Ordine dei Medici di Latina, il cui Presidente ha infatti più volte pubblicamente invocato una formazione specifica sulla medicina di emergenza per i Medici di Medicina Generale che operano nei PPI.

I Pronti Soccorso presenti sul territorio provinciale, ad iniziare dal DEA del Goretti, lavorano già costantemente al limite, con il personale che a fatica cerca di garantire condizioni dignitose ai tanti pazienti in attesa. Una chiusura sconsiderata dei Punti di Primo Intervento avrà l’effetto immediato di aggravare ancor di più questa situazione già prossima al collasso senza che ci sia in funzione una rete, pubblica, alternativa.

Siamo fermamente convinti che una riorganizzazione dell’offerta sanitaria in provincia di Latina sia assolutamente necessaria, ma che quella tracciata non sia la “retta via” di cui il territorio ha bisogno. Si deve lavorare per una sanità pubblica di qualità, che sia percepita come vicina ed efficiente dai cittadini della provincia. La chiusura indiscriminata delle strutture, i continui tagli non supportati da vere riorganizzazioni del servizio, troppo spesso hanno solo l’effetto di spostare l’utenza verso il privato o, come nel caso dell’emergenza, di lasciare i cittadini, di fatto, senza un servizio essenziale.

SPI CGIL FROSINONE LATINA Beatrice Moretti - FP CGIL FROSINONE LATINA Giancarlo Cenciarelli

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giovedì

Published 03:25 by CP

LA SOLIDARIETÀ DELLO SPI CGIL DI FROSINONE LATINA AI BAMBINI DEL SAHARAWI AD ACIREALE


Ad Acireale da qualche anno è stato avviato il progetto MI CASA ES TU CASA, organizzato dall’associazione “Terra Futura” conl’aiuto del comune di Acireale e di numerose altre organizzazioni di volontariato. L'iniziativa rientra nel più ampio progetto nazionale “bambini Sahrawi ambasciatori di pace” che da diversi anni porta nella cittadina barocca alcuni bambini provenienti dai campi profughi.

Lo SPI CGIL FROSINONE LATINA, sempre in prima linea nell'integrazione e nella solidarietà, ha organizzato una serata dedicata ai bambini saharawi.

Questi ultimi sono stati ospitati ieri sera dai compagni Massimo e Marinella cimentandosi e divertendosi nella preparazione delle pizze; a fine serata è stato donato materiale scolastico a tutti i bambini ospiti a nome dello SPI CGIL FROSINONE LATINA.














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lunedì

Published 10:45 by CP

LO SPI CGIL DI FROSINONE LATINA CONTRO CHI ALIMENTA IL MALESSERE COLLETTIVO

Frosinone, 19 agosto 2019 - “A nome dello SPI CGIL intendo intervenire pubblicamente sulla discussione in corso a mezzo stampa e sui social, alimentata da un’invettiva contro i migranti pronunziata in occasione di una festa religiosa a Sora (FR), che richiama temi delicatissimi e di grande attualità, quali l’integrazione, la tolleranza e la solidarietà” – dichiara Beatrice Moretti – segretario generale SPI CGIL di Frosinone Latina.

“Si tratta di valori che fanno parte del DNA stesso del nostro sindacato e che come Categoria ci vedono per questo costantemente impegnati in progetti specifici che coinvolgono centinaia di studenti delle scuole provinciali, prevedendo una loro partecipazione attiva in bellissime iniziative che lo SPI CGIL di Frosinone Latina ha organizzato nel territorio, proprio per promuovere il valore della pace e della tolleranza”.

“Ritengo che tali nostre attività siano la migliore risposta da dare a chi alimenta l’odio e quindi evidentemente ha la memoria corta, perché dimentica il sangue versato e le sofferenze vissute dalle nostre genti durante e subito dopo l’ultimo conflitto mondiale” – prosegue Beatrice Moretti.

“Un esempio per tutti: a giugno scorso lo SPI CGIL di Frosinone Latina ha portato a sintesi un progetto biennale che ha coinvolto ben 4 scuole superiori delle 2 diverse province. Un impegno finalizzato proprio a preservare la memoria di eventi di particolare rilevanza storica avvenuti nei territori di rispettiva competenza, prendendo spunto dalla Costituzione Italiana, a cominciare dall’art. 11 “L’Italia ripudia la guerra”.

Un cammino, realizzato insieme a tanti studenti della Fondazione S. Benedetto, del Liceo Scientifico “Pellecchia” di Cassino, dell’Istituto Omnicomprensivo di Castelforte e del Liceo Scientifico “L.B. Alberti” di Minturno, che ha preso avvio in un luogo di memoria - l’Abbazia di Montecassino - da dove è stato lanciato da tutti i partecipanti un messaggio di pace, per costruire una rete tra soggetti diversi che hanno valori comuni ed un impegnativo intreccio intergenerazionale, in nome della solidarietà, dell’integrazione e del rispetto del prossimo”.

Alla luce di quanto accaduto allora, lo SPI CGIL proseguirà con ancora maggiore motivazione e impegno a lavorare seguendo il percorso tracciato, contrastando con i fatti chi alimenta il malessere collettivo. Continueremo a promuovere il valore della memoria e a batterci per i diritti umani, per la solidarietà, che non è un temine vuoto, perché in latino “in solido” significa “tutt’uno”, quindi ciò che sono e ho io deve poterlo essere e avere anche l’altro: si tratta di un principio di giustizia di cui tutti devono prendere consapevolezza”.
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martedì

Published 07:42 by CP

ACCORDO SINDACATI E REGIONE LAZIO PER ABOLIRE IL SUPER TICKET PER OVER 60 E CATEGORIE SVANTAGGIATE


Questa mattina è stato firmato l'accordo sull'abrogazione della quota fissa per ricette di prestazioni di specialistica ambulatoriale ai cittadini over 60 e ad altri soggetti vulnerabili.

L'accordo è stato firmato dall'assessore alla Sanità e all'integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D'Amato e il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori con i Segretari Regionali di CGIL CISL UIL.

L'abolizione del super ticket nazionale interessa la quota di 10 euro del ticket delle ricette sanitarie per la specialistica ambulatoriale, per gli over 60 anni e le categorie svantaggiate, per una platea di oltre 400 mila soggetti interessati; nello specifico le seguenti categorie: 
  • i soggetti di età maggiore o uguale a 60 anni con un reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro (esenzione codice E01);
  • minori ospiti in strutture residenziali socio assistenziali;
  • donne vittime di violenza e figli minori a carico, accolte in strutture residenziali;
  • minori in affidamento familiare; 
  • cittadini ENI (Europei non Iscritti). 
"Con questo accordo nel Lazio si torna ad investire per la salute dei cittadini. Una importante intesa – dichiarano congiuntamente i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil - che può rappresentare un passo importante per rilanciare il servizio sanitario pubblico nella nostra regione. Dopo anni di commissariamento che hanno risanato i conti, adesso è il momento di investire sul lavoro e sui servizi. Occupazione di qualità e servizi realmente esigibili sono i prossimi passi su cui proseguire il confronto"





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Published 06:54 by CP

AL VIA LA CAMPAGNA INFORMATIVA SU RIDUZIONE LISTE DI ATTESA


Le Liste di Attesa nel Lazio per il sistema di diagnostica, di visite specialistiche e di ricovero non garantiscono una buona sanità, spingendo i cittadini della regione a spostarsi in altre regioni o a rivolgersi alla sanità privata.

Nonostante l’accordo sottoscritto nel 2017 prevedesse impegni precisi per il governo delle liste d’attesa, attraverso la completa trasparenza delle agende relative alle visite specialistiche e diagnostiche e la costituzione delle agende per i ricoveri ospedalieri, a due anni di distanza poco è stato fatto.

Il Cup e il Recup continuano a gestire una parte minima delle agende disponibili, mentre le aziende ospedaliere continuano a gestirle direttamente con modalità non efficienti, che sembra creino canali preferenziali ai soggetti che provengono dalle visite “intra moenia”.

In questo modo cittadini con prescrizioni urgenti si sentono proporre appuntamenti a distanza di mesi, contribuendo ad alimentare una profonda rabbia sociale.

La Regione si era impegnata a cambiare passo, mentre continua a cullarsi su dati statistici che disegnano una realtà della sanità del Lazio molto diversa da quella che invece conoscono i cittadini.

Tutto ciò è insopportabile.

Per questi motivi, la Cgil e lo Spi, sfruttando una norma di legge del 1998 varata per dare certezze ai cittadini, lanciano la campagna

“Evitiamo le liste d’attesa”

La norma prevede, infatti, che laddove il sistema sanitario non sia in grado di dare gli appuntamenti nei tempi previsti, apra al cittadino la possibilità di effettuare la stessa prestazione in “intra moenia” pagando il solo ticket.

E’ arrivato il momento di fare assumere a ognuno le proprie responsabilità. Il mancato governo delle liste d’attesa a creato un servizio inefficiente in cui a prevalere sono i furbi.

Da oggi ogni cittadino potrà far valere i suoi diritti chiedendo al servizio sanitario regionale di pagare in sua vece per il ritardi conseguenti al mancato governo delle liste d’attesa.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI I CITTADINI POSSONO RIVOLGERSI ALLE SEDI DEL COMPRENSORIO DI FROSINONE LATINA. TROVA LA SEDE PIÙ VICINA A TE!





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