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SPI CGIL LEGA DI CASSINO: "IL RUOLO DELLE DONNE NELLA COSTITUZIONE"

“Una volta, mi disse Silvana Gardin, una vecchia signora friulana, che ai suoi tempi, si diceva che le donne non erano persone. Erano esseri viventi proprietà del padre, del marito, dei fratelli più grandi; buone a partorire un figlio dopo l'altro, a lavorare nei campi e nelle filande, ma senza voce e ignoranti, perché a loro era negato andare a scuola.” Comincia così il suo intervento Antonietta Narciso, Coordinatrice Donne SPI CGIL Lega di Cassino e relatrice dell'iniziativa “Il ruolo delle Donne nella Costituzione” tenutosi il 15 marzo presso la Biblioteca Comunale “Teatro Arcobaleno” di Cassino.

“Infatti per secoli le Donne erano state tenute escluse dalla vita civile, dalle professioni, dalla politica. E ancora nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, nonostante il contributo fondamentale dato da molte di esse al movimento partigiano nella lotta contro il nazifascismo per riconquistare la giustizia e la libertà del nostro Paese, ricoprendo funzioni di primaria importanza, non venivano affatto considerate uguali agli uomini. Eppure erano state tra le protagoniste della nascita e della fondazione della nostra Repubblica. Le Donne però chiedevano da tempo con determinazione e forza di poter partecipare attivamente alla rinascita politica della Nazione. Grazie al loro impegno costante e anche all'opportunismo dei partiti politici più popolari che vedevano ormai in loro un grande bacino di voti, le Donne riuscirono a conquistare poi il diritto di voto che poterono esercitare in quella che resterà una data storica per il nostro paese: il 2 giugno 1946 quando l'Italia intera venne chiamata a votare per il referendum istituzionale fra Monarchia e Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea Costituente.” Prosegue Antonietta Narciso “La percentuale delle cittadine che parteciparono al voto fu altissimo e alla fine furono 21 le Donne elette, pochissime ma per la prima volta entrarono a far parte del Parlamento. Lo loro presenza fu fondamentale per la stesura della Costituzione Italiana che, ancora oggi a distanza di 71 anni, viene considerata tra gli statuti più moderno e validi in grado di difendere i diritti dell'uomo e garantire pari dignità a tutti i cittadini.” 

Le cosiddette Madri Costituenti, molto consapevoli e con un'alta percentuale d'istruzione,
nonostante le forti differenze politiche ( 9 erano del Partito Comunista, 9 della Democrazia Cristina, 2 del Partito Socialista e una del Partito dell'Uomo Qualunque), seppe collaborare per far riconoscere i diritti delle cittadine italiane e contribuire a determinare un profondo cambiamento nella nostra società, nei suoi valori, nei suoi costumi e nelle sue leggi, tra loro anche 4 deputate: Nilde Lotti, Angela Merlin, Teresa Noce e Angela Gotelli che entrarono a far parte della COMMISSIONE dei 75 incaricate di redigere la nuova COSTITUZIONE attuando la meno sanguinosa e più riuscita rivoluzione del nostro secolo. Tornando al ruolo avuto dalle Madri Costituenti nella nostra Costituzione, a loro va dato il merito di aver fortemente voluto e firmato alcuni articoli più importanti. Tra questi troviamo l'Articolo 3 che recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, i razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Ed è stata la testardaggine di Lina Merlin a spingere affinché venisse specificato senza distinzioni di sesso.

“Di notevole importanza per la difesa dei diritti delle cittadine italiane è poi la legge sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri del 1950 proposta da Teresa Noce e sostenuta da Maria Federici. Con essa si è introdotto il divieto di licenziamento dall'inizio della maternità fino al compimento del primo anno di età del bambino; il divieto di assegnare le donne incinte a lavori pericolosi e faticosi; il divieto di adibire al lavoro le donne durante i tre mesi prima del parto e nelle otto settimane seguenti, slavo estensioni. La legge ha inoltre garantito assistenza medica al parto, periodi di riposo per l'allattamento e un trattamento economici anche durante le assenze per maternità.”

“Altro concetto fondamentale è quello riguardante l'indissolubilità del matrimonio che sembrava non potesse essere superato in un Paese come l'Italia, dove il potere e l'influenza della Chiesa era ancora molto forte. Ma a sorpresa venne votata la sua estromissione dalla Carta Costituzionale, aprendo di fatto la strada al divorzio che arrivò nel 1970. Insomma il ruolo avuto dalle Donne nella Costituzione Italiana è stato decisivo per il cambiamento sociale, culturale e giuridico del nostro Paese.”

“Dal quel momento in poi le cose cominciarono a cambiare e le donne nei cinquanta anni successivi sono riusciti a rovesciare convinzioni e fatti. Cominciò una stupefacente, appassionante ed unica EPOPEA che ha trasformato radicalmente la condizione femminile. Il cambiamento di svolse in piazza e in Parlamento, nelle scuole e negli uffici, in cucina e in camera da letto.

Le Donne diventarono loquaci e indipendenti dopo essere state per anni taciturne ed obbedienti. Erano oggetti, vorranno essere persone. Erano escluse dal piacere fisico, lo conquistarono. Venivano picchiate dai mariti con il consenso della legge,avranno la possibilità di divorziare. Morivano di aborto e di parto, sceglieranno la maternità e si batteranno con successo per il diritto di rifiutarla. Cominceranno a frequentare la scuola, il liceo e l'università dopo essere state per anni costrette all'ignoranza. Non potevano accedere alle professioni e ricoprire cariche pubbliche, ci riusciranno: entrando in massa negli ospedali come medici, nelle sule di tribunali come giudici, nelle aziende come dirigenti.

Con il femminismo poi gli anni sessanta e settanta, le Donne conquistano anche l'orgoglio di essere
quello che sono: non più serve né regine. Molto ha contribuito alla formazione dell'identità femminile la televisione e la radio, le associazioni sindacali e non rotocalchi e fotoromanzi, riviste di moda e la pubblicità.”

La Coordinatrice Donne SPI CGIL Lega di Cassino termina il suo intervento affermando che non ostante il raggiungimento di tutti questi traguardi, non sono stati ancora raggiunti tutti gli obiettivi “Anzi, mai come in questi ultimi anni la condizione femminile è stata in un equilibrio tanto precario. Purtroppo sono in molti a credere che ormai la Donna abbia raggiunto una completa emancipazione, soprattutto sul lavoro. In realtà è proprio questa convinzione che non permette al nostro Paese di continuare a proseguire verso una reale e totale uguaglianza tra uomo e donna. Sono ancora troppo poche le Donne che ricoprono cariche istituzionali di rilievo e non è stata ancora raggiunta una vera parità salariale. L'invito che vorrei fare alle giovani Donne è quello di non smettere di lottare per i propri diritti continuando a far sentire la propria voce cercando di fare sempre la differenza in ogni ambito: politico , culturale e sociale.