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Published 06:35 by claudio

SPI CGIL FROSINONE LATINA, 11 DICEMBRE 2017 - TERRE ROSSE, GIOVANI E ANZIANI PER LA LEGALITÀ


Gaeta, 11 dicembre 2017 - Relazione di Beatrice Moretti, Segretario Generale dello SPI CGIL FROSINONE LATINA.

Oggi parleremo dell’esperienza dei campi anti mafia, quindi discuteremo di legalità, che per certi aspetti potremmo definire come la responsabilità di ognuno verso gli altri e pertanto qui cercheremo insieme di educare noi stessi al valore di quelle regole che permettono ad ogni individuo di vivere serenamente all’interno di una società. La legalità è una virtù che bisogna imparare già da giovani, perché è lei che fa andare avanti noi e lo Stato, che ci fa essere solidali con le altre persone e ci fa capire che la mafia è un male, un cancro che dobbiamo combattere. 

E per combattere bisogna stare insieme, ecco perchè oggi vogliamo discutere di come giovani ed anziani, se accomunati insieme dalla buona volontà, possono concretamente contribuire a sottrarre risorse alla mafia, facendo in modo addirittura che dei beni producano frutti (in tutti i sensi) che poi si raccolgono: se lavoriamo insieme possiamo restituire alla società quei beni che il malaffare e la criminalità ci hanno sottratto.

Ovviamente niente è semplice, anzi, in Italia forse metabolizzare certi messaggi è più complicato che altrove. Questo perchè in nessun altro Paese europeo come nel nostro in generale le regole sono sentite come sofferenza, anzi come un limite, qualcosa che sottrae piuttosto che aggiungere. Gherardo Colombo, che - per chi non sa chi sia - è un ex magistrato italiano, che ha condotto processi molto importanti nel nostro Paese, ha sempre parlato di 2 categorie di regole: le regole formali, nelle quali l’uguaglianza è valore costituzionale, e le regole occulte, che cambiano arbitrariamente a seconda della volontà del soggetto (corruzione negli appalti, corruzione nella causa civile, corruzione per non pagare una multa, corruzione per l’immondizia, corruzione per l’università, corruzione…). Le prime fortificano la comunità, le seconde la annullano.

Per fare in modo che non accadano più quelle stragi e quelle violenze che hanno fatto scorrere troppo sangue nel nostro Paese, bisogna rendere tutti più consapevoli degli orrori compiuti dale mafia, ma non possiamo limitarci solo a ricordare, dobbiamo mettere in campo attività e progetti che – opponendosi alla violenza – possano affermare valori di base che per noi sono: accoglienza, integrazione, coraggio, buona volontà. 

E allora esempi vincenti di come possano essere “messe in campo” buone pratiche sono quelle dei campi anti mafia, le cosiddette TERRE ROSSE, di cui anche in queste zone ci sono state esperienze.

Anche oggi, tutti insieme, cercheremo in sostanza di gettare altri “semi di legalità”, mettendo a confronto generazioni diverse.

Ringraziamo il Compagno Angelo Viglianti per le foto.