Lo SPI CGIL Frosinone Latina accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte d'Assise di Latina che ha condannato a 16 anni di reclusione Antonello Lovato per l'omicidio volontario con dolo eventuale di Satnam Singh, il bracciante indiano morto nel giugno 2024 dopo essere stato abbandonato davanti alla propria abitazione, gravemente ferito, senza che venissero allertati i soccorsi.
Una decisione che riconosce la gravità di quanto accaduto e afferma con chiarezza un principio fondamentale: quella di Satnam Singh non è stata una fatalità, ma la conseguenza estrema di un sistema di sfruttamento che calpesta la dignità delle persone e considera i lavoratori come strumenti da utilizzare e poi abbandonare.
"La sentenza rappresenta un momento di giustizia atteso e necessario", dichiara la segretaria generale dello SPI CGIL Frosinone Latina, Ivana Galli. "La morte di Satnam Singh ha scosso profondamente le coscienze del nostro territorio e dell'intero Paese. Oggi viene riconosciuta una responsabilità che va oltre la semplice negligenza e che richiama tutti a non voltarsi dall'altra parte di fronte allo sfruttamento, al caporalato e al lavoro irregolare."
È necessario proseguire con determinazione il contrasto al caporalato, rafforzare i controlli, garantire tutele e sicurezza nei luoghi di lavoro e sostenere chi trova il coraggio di denunciare condizioni di sfruttamento.
"Il modo migliore per onorare la memoria di Satnam Singh – conclude Ivana Galli – è fare in modo che tragedie come questa non si ripetano mai più. La giustizia si compie davvero solo quando il lavoro è sicuro, regolare e rispettoso della dignità umana. Su questo lo SPI e la CGIL continueranno a essere presenti, ogni giorno, accanto alle persone più fragili e a chi rivendica semplicemente il diritto di lavorare e vivere con dignità."
